QUESTIONE TAV...IO LA PENSO COSI

In un periodo difficile come questo che stiamo vivendo il cui governo elargisce il cosiddetto "Reddito di cittadinanza" ai poveri, sarebbe uno schiaffo morale ai più deboli per una Tav in favore dei ricchi. La Tav non deve passare. Se si vuol dare un messaggio di cambiamento vero al Paese bisogna cancellare tutto ciò che appartiene alle repubbliche passate che ci hanno anche fatto perdere la buona immagine nel mondo: "L' italiano è fannullone - dicono all' estero - pensa troppo al bunga bunga e poco al lavoro". Ma il problema non è neppure questo.La Tav in un periodo di crisi non serve, se soltanto serve una buona linea ferroviaria alla gente comune, all'interno della penisola stessa, alla gente che deve andare a lavorare ogni mattina o a quelle persone che ogni mattina si spostano per andare a trovare il lavoro che hanno perduto. Non c' è nulla di vero sul fatto che un treno veloce debba collegare l' Italia all' Europa, da Torino a Lioni per ragioni economiche o scambi commerciali. Semmai è la UE che deve sforzarsi di più per consolidare i rapporti con l'Italia, che ha 'inventato' l'Europa Unita grazie a Giuseppe Mazzini con il "Patto di fratellanza" e, dopo ancora, agli sforzi di Alcide De Gasperi. La presunzione di Macron che pressa l'Italia affermando:"Non ho tempo da perdere. Non possiamo ignorare gli impegni con l'Ue", è il frutto della politica scadente di italiani compiacenti verso la Francia, i quali sanno bene che per arrivare a Bari partendo da Napoli su un solo binario ci vogliono più di 7 ore...o per arrivare in Abruzzo, a Pescara o a Sulmona bisogna arrivarci col pullman. E che dire della Sardegna?...Qui ci sono ancora i treni a diesel che inquinano l'ambiente. Alcuni giorni fa la rappresentante di Forza Italia, l' onorevole Bernini twittava sulla Tav, più o meno così: "Stiamo perdendo dei benefici". Benefici in favore di chi?...Signora Bernini, i benefici sono azioni compiute in favore dei più deboli, come appunto il "Reddito di Cittadinanza". E a me non risulta che la Tav sia un beneficio dei più deboli.
Il percorso ferroviario Torino–Lione, la cui denominazione esatta è NLTL  (Nuova Linea Torino Lieone), e non TAV, (Treni Alta Velocità)  costituisce una  linea ferroviaria internazionale di 235 km, per il  trasporto di merci e persone che, peraltro  affiancherebbe con caratteristiche più avanzate la linea  ancora oggi attiva, dall' '800 attraverso il traforo ferroviario del Frejus. Il progetto, nato negli anni '90, dal 2005 è sviluppato come parte del programma di reti transeuropee TEN-T. A seguito degli accordi del 2001 e 2012 fra il Governo italiano e quello francese, sono state individuate per l'opera tre tratte:una prima tratta internazionale, i cui costi saranno in parte rimborsati dall' UnioneEuropea, costituita sostanzialmente da una nuova galleria di base a doppia canna lunga 57 km (originariamente 52 km) tra Saint -Jan de Maureienne e Susa - Bussoleno, che dovrebbe realizzare e gestire Telt in Saint-Jean-de-Maurienne e Susa/Bussoleno, tale prima tratta andrebbe a raccordarsi con la linea storica (bypassando così il traforo del Frejus), in attesa della realizzazione - eventuale e non necessariamente contemporanea e/o in un unico step - delle successive due tratte nazionali.due tratte nazionali (circa 175km complessivi), a spese dei singoli Stati e successive alla tratta internazionale,estese da un lato da Lione  fino a Saint-Jean-de-Maurienne, e dall'altro da Susa/Bussoleno fino a Torino, che dovrebbero realizzare e gestire rispettivamente SNCF e RFI. Per la parte transfrontaliera del progetto, al 31 ottobre 2017, su un totale di 162 km, risultavano scavati 25 km di gallerie tecniche, di cui 6 km saranno poi riadattabili per farvi transitare effettivamente i treni. Costi, opportunità, ipotesi di tracciato e tempi di realizzazione delle tratte nazionali sono ancora in discussione sia in Italia, sia in Francia.
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