CORONAVIRUS, MEDICI E PARAMEDICI COME IN TRINCEA. LETTERA APERTA SU WHATS APP

Sono eroi, sono angeli, ma in pochi a combattere questo micidiale e invisibile nemico. Medici e infermieri sono in azione come in una fortificazione campale formata dallo scavo, ovvero come in una trincea dalla quale però non si vede il nemico. Coronavirus Covid-19 sta facendo tremare anche altri paesi. La gente prega per non essere contagiata, ma il numero dei positivi al tampone e morti è sempre più crescente. La spina nel fianco dei medici italiani però è la condizione disastrosa in cui svolgono la propria missione. E lo si nota palesemente al punto che il governo ha deciso di reclutare nuovi medici a contratto determinato; fra essi anche coloro i quali sono in pensione,  fino a 80 anni. L' Italia, dunque, esordisce con quel sistema sanitario al quale necessita di rialzarsi dal tempo, della decaduta politica. E che dire della legge 264 del 2 agosto del '99 che obbliga l' acceso alle facoltà universitarie a numero chiuso? "Garantire una migliore formazione agli studenti , evitando sovraffollamenti". Era questo l'aggravante di allora. Oggi però mancano i medici negli ospedali. Reparti chiusi e assunzioni bloccate. Per non parlare dei posti letto tagliati. Ora non sanno fare altro che ripetere "Ringraziamo i medici e gli infermieri, veri eroi di questo momento". Cosi recita una lettera aperta di un medico nelle chat di Whats App. Una lettera lunga e articolata, dal sapore amaro, scritta da chi soffre e sceglie i suoi interlocutori con la speranza di avere voce. E dice: l’ Italia ha meno posti letto per 1000 abitanti di tutti gli Stati dell’ Europa occidentale! Siete riusciti a creare una carenza anche nella professione infermieristica, che fino a qualche tempo fa rappresentava l' unica possibilità di impiego nella Sanità". Adesso, dopo anni di politica sanitaria incosciente, vi accorgete che mancano posti letto, che mancano i macchinari, che manca il personale sanitario e para sanitario. Poi rivolgendosi ai cittadini che ringraziano i medici le righe scorrono cosi: “Noi siamo sempre gli stessi che vengono spesso aggrediti perché state aspettando il vostro turno e voi pensate che chissà cosa stiamo facendo invece di lavorare; siamo sempre gli stessi a cui distruggete il Pronto Soccorso; Siamo sempre gli stessi che "i pennivendoli" sbattono facilmente per qualunque motivo sulla prima pagina dei giornali riscuotendo il vostro plauso pur senza nemmeno conoscere bene i fatti; siamo sempre gli stessi che vengono offesi di continuo perché non capiscono nulla (mentre voi avete studiato alla "Google University"); siamo sempre gli stessi cui distruggete le ambulanze perché secondo la vostra logica siamo arrivati in ritardo; siamo gli stessi a cui spesso intralciate il lavoro perché voi e solo voi sapete cosa si deve fare in quei casi;  Siamo sempre gli stessi che vengono uccisi di notte davanti all'ingresso di un ambulatorio messo lì per voi.  “Io sono solo uno dei tanti Medici italiani".

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